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Viaggio in Tunisia (Sahara)


Poi Bir Pistor al confine con la Libia, villaggio berbero abbandonato da tempo.
Proseguiamo alla volta di Borj el Kadra dove facciamo rifornimento per la “cambusa”, assistiamo al confezionamento e cottura del pane da parte di un tunisino, possiamo ammirare delle magnifiche rose del deserto. Qui l’acqua è in abbondanza, approfittiamo per lavarci ed eliminare un po’ di quella sabbia che abbiamo accumulato sui capelli e sulla pelle. Nel primo pomeriggio si riparte; siamo diretti alle sabbie del’Erg Abiod. La sera arriva presto e ci fermiamo per il campo. Al mattino si riparte, ci sono solo dune e sabbia, il divertimento è assicurato da insabbiamenti vari. Il gasolio scarseggia e puntiamo diritti su El Borma, gli ultimi chilometri li facciamo seguendo una pista sabbiosa . Rifornimento di carburante per le fuori strada e per le persone. Si riparte subito, facciamo a ritroso una parte della pista poi ci addentriamo sulle dune, il primo cordone viene superato tranquillamente anche se con diverse insabbiature; al secondo cordone quando ormai siamo quasi in cima, Guido, in un salto, si pianta con il muso della Defender, la maggiolina si stacca quasi per intero. Tutti fermi per riparare alla meno peggio i danni. Quando si riparte Nicola sale sul paraurti posteriore del fuoristrada di Roberto, era quasi certo, viene sbalzato a terra e un piede prende una storta terribile. Questa volta siamo ancora fermi per controllare i danni al piede di Niki. Per fortuna è il sinistro. Ma prima che possa adoperarlo ancora, è stato necessario una fasciatura e iniezione antidolorifica. Anna (medico) dice che probabilmente non c’è rottura ma avrebbe bisogno di riposo. Intanto il tempo passa e continuare per il percorso programmato diventa difficile. Bisogna rifare la tabella di marcia. Si riparte, Nicola riesce a guidare con qualche difficoltà. Ci dirigiamo verso la pista. Campo in mezzo alle dune. Al mattino raggiungiamo la pista e dalla radio Claudio avverte –macchina in senso contrario- sono le macchine della “Parigi Dakar”. Ad intervalli, incrociamo moto, macchine, camion. Paola dal cb continua a segnalare tutte le macchine che incrociamo; non servirebbe visto che ormai lo sappiamo tutti, ma lei continua. Finalmente si sente sempre da cb –“radioMaria” lo sappiamo- ma Paola continua imperterrita a segnalare moto, camion, sassi, cunette, macchine. Solo il giorno dopo si azzittirà dopo che al campo l’abbiamo presa in giro un po’ tutti.
Ad un tratto sopra la pista un aereo, poi un elicottero e a lato pista un gazebo : è un posto di controllo della “Parigi Dakar”; naturalmente ci fermiamo per le foto di rito.
Riprendiamo il viaggio e seguiamo la pipe line ma la pista quasi non esiste. Seguiamo le due tubazioni avvicinandoci od allontanandoci in funzione delle condizioni del fondo. Rifornimento di carburante nel deposito di Kamour. Si prosegue sempre lungo le tubazioni della pipe line. Poi si devia in direzione di Kasar Ghilane. Lì troviamo tutta la carovana delle Nissan che partecipano alla “Parigi-Dakar” , è il loro giorno di riposo. Al mattino si riparte, ma altra gomma quasi a terra, dovrò viaggiare fermandomi ogni tanto a gonfiarla, l’altra, quella di scorta è riparata alla meno peggio e voglio adoperarla solo in caso di vera emergenza. Stiamo dirigendo su Matmata.
Ma ormai il viaggio può dirsi concluso, il giorno successivo una lunga corsa su asfalto fino a Hamamet, visita alla medina, altro pernottamento poi direzione Tunisi per l’imbarco e raggiungere Genova.
Qui i soliti saluti abbracci e propositi di ripetere l’esperienza quanto prima. In effetti un gruppetto limitato nel numero e tutti con esperienze in comune è effettivamente quanto di più razionale si possa trovare per viaggi di questo tipo.

Un sincero ringraziamento alle guide Margherita Fenelli e Claudio Coletta, che anche se poco nominati in queste righe, sono stati sicuramente la colonna portante di tutto il viaggio.

Scritto da Francesco e Anna
x www.rollersadventures.com
di Coletta Claudio
e Margherita Fenelli


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Autore:
Claudio - < utente non registrato >

"Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare".

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