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Viaggio in Tunisia (Sahara)
Siamo un gruppetto di amici amanti del Sahara tutti appassionati di Land Rover, avevamo accettato con entusiasmo il viaggio in Libia che doveva essere organizzato dal Registro italiano Land Rover, immaginarsi la delusione quando meno di un mese prima della partenza la Land fa marcia indietro e annulla il viaggio! Presi però da sacro fuoco desertifero, dopo varie ricerche troviamo l’agenzia che ci propone la Tunisia; decisione rapida, si accetta. A posteriori: OTTIMA DECISIONE.
Partenza tranquilla, mare calmo, i soliti discorsi, la solita noia, i soliti documenti.
Arrivo a Tunisi in tarda serata e partenza immediata… Prima Tappa Kairouane: cena e pernottamento. Il giorno successivo, partenza alle 8 Altro asfalto fino a Tataouine.
Rifornimenti di carburante: Gasolio per le macchine, benzina per le moto, pane e frutta per noi. Stiamo puntando decisamente a sud ma i rifornimenti ci hanno fatto tardare e, poco dopo, decidiamo di uscire dall’asfalto e fare il primo campo, proviamo per la prima volta la modifica alla Range adattata a «Camper», “suite”, secondo me. L’allestimento è rapidissimo e il confort ottimo,confermato anche al mattino dopo la sveglia siamo riposati e per nulla “acciaccati”, direi forma ottima. Si tenta di ripartire piuttosto presto ma non c’è verso! Questa mattina è una moto che ha deciso di fare i capricci. Alle 9 circa si riparte. Siamo sulla pista sassosa in direzione di Borj Bourguiba; tutto procede tranquillamente, si scherza e si ride comunicando tra noi via radio. Al fortino, controllo documenti, distribuzione sigarette, sorrisi e si riparte, sempre direzione sud. Siamo su di una pista sassosa , arriviamo ad un altro fortino (Bori Jenin). Visitiamo la sorgente. Si fa tardi e cerchiamo un posto per accamparci. Insabbiamento quasi collettivo. Siamo al 31/12 e programmiamo il saluto al vecchio anno e i festeggiamenti al nuovo. Cena con lenticchie e cotechino, spumante, baci abbracci e siamo decisamente stanchi decidiamo di non aspettare la mezza notte per i fuochi artificiali di prammatica. Alle dieci iniziano i botti, i saluti, gli abbracci. Il satellitare è sotto pressione per i saluti agli amici e parenti in Italia. Al mattino si riprende; un po’ di dunette poi la pipe line, sempre in direzione sud, obbiettivo: Borj El Khadra, ma ci arriveremo domani. Intanto siamo su quella che sembra una strada. Illusione. Bastano pochi chilometri e se non acceleriamo l’andatura corriamo il rischio di vedere i bulloni dei nostri fuoristrada precederci staccati però dalle macchine. Alt! Fermi tutti. La prima foratura. Si tratta di Paolo. Ha la mania di stare avanti a tutti e qualche ghignetto si vede quando lo superiamo per fermarci però subito dopo ad aiutarlo a cambiare la ruota. Roberto offre dei mon-cheri alle signore. Povero illuso se pensa che non ne approfittiamo anche noi maschietti. Risultato la scatola finisce in un baleno. Siamo sempre sulla pipe, ma quando finisce il Toule Ondulè inizia una serie di grosse dune di sabbia portate dal vento, alcune vengono superate con facilità. Nicola ha ceduto il volante a Rossella, Guido viaggia fuori sulla sabbia per evitare i sassi e quando si trova il percorso sbarrato rientra sulla pipe senza guardare, Rossella inchioda, l’incidente è evitato, ma Rossella ha immerso il muso della discovery nella sabbia fino al radiatore. Si spala, si tirano fuori le strop per posizionare una vettura trainante su terreno solido.
Partenza tranquilla, mare calmo, i soliti discorsi, la solita noia, i soliti documenti.
Arrivo a Tunisi in tarda serata e partenza immediata… Prima Tappa Kairouane: cena e pernottamento. Il giorno successivo, partenza alle 8 Altro asfalto fino a Tataouine.
Rifornimenti di carburante: Gasolio per le macchine, benzina per le moto, pane e frutta per noi. Stiamo puntando decisamente a sud ma i rifornimenti ci hanno fatto tardare e, poco dopo, decidiamo di uscire dall’asfalto e fare il primo campo, proviamo per la prima volta la modifica alla Range adattata a «Camper», “suite”, secondo me. L’allestimento è rapidissimo e il confort ottimo,confermato anche al mattino dopo la sveglia siamo riposati e per nulla “acciaccati”, direi forma ottima. Si tenta di ripartire piuttosto presto ma non c’è verso! Questa mattina è una moto che ha deciso di fare i capricci. Alle 9 circa si riparte. Siamo sulla pista sassosa in direzione di Borj Bourguiba; tutto procede tranquillamente, si scherza e si ride comunicando tra noi via radio. Al fortino, controllo documenti, distribuzione sigarette, sorrisi e si riparte, sempre direzione sud. Siamo su di una pista sassosa , arriviamo ad un altro fortino (Bori Jenin). Visitiamo la sorgente. Si fa tardi e cerchiamo un posto per accamparci. Insabbiamento quasi collettivo. Siamo al 31/12 e programmiamo il saluto al vecchio anno e i festeggiamenti al nuovo. Cena con lenticchie e cotechino, spumante, baci abbracci e siamo decisamente stanchi decidiamo di non aspettare la mezza notte per i fuochi artificiali di prammatica. Alle dieci iniziano i botti, i saluti, gli abbracci. Il satellitare è sotto pressione per i saluti agli amici e parenti in Italia. Al mattino si riprende; un po’ di dunette poi la pipe line, sempre in direzione sud, obbiettivo: Borj El Khadra, ma ci arriveremo domani. Intanto siamo su quella che sembra una strada. Illusione. Bastano pochi chilometri e se non acceleriamo l’andatura corriamo il rischio di vedere i bulloni dei nostri fuoristrada precederci staccati però dalle macchine. Alt! Fermi tutti. La prima foratura. Si tratta di Paolo. Ha la mania di stare avanti a tutti e qualche ghignetto si vede quando lo superiamo per fermarci però subito dopo ad aiutarlo a cambiare la ruota. Roberto offre dei mon-cheri alle signore. Povero illuso se pensa che non ne approfittiamo anche noi maschietti. Risultato la scatola finisce in un baleno. Siamo sempre sulla pipe, ma quando finisce il Toule Ondulè inizia una serie di grosse dune di sabbia portate dal vento, alcune vengono superate con facilità. Nicola ha ceduto il volante a Rossella, Guido viaggia fuori sulla sabbia per evitare i sassi e quando si trova il percorso sbarrato rientra sulla pipe senza guardare, Rossella inchioda, l’incidente è evitato, ma Rossella ha immerso il muso della discovery nella sabbia fino al radiatore. Si spala, si tirano fuori le strop per posizionare una vettura trainante su terreno solido.
Autore:
Claudio - < utente non registrato >
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