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Tunisia e il Grande Erg Orientale (Sahara)



Il mattino seguente Margherita, capogruppo della Rollers Adventures, da la sveglia, timidamente tutti escono dalle tende, tra noi c’è anche qualche neofita del Sahara e lo si nota proprio nel primo risveglio, hanno un’espressione stranita ed estasiata nello stesso tempo.
Fatta colazione e riassettato il campo ci mettiamo in marcia verso la Stazione Petrolifera di Tjaret per effettuare un rabbocco di carburante, sì perché da Tjaret in giù, infatti non avremo altra possibilità di recuperare il prezioso liquido se non a fine percorso.
Superata Tjaret , dopo pochi chilometri, abbandoniamo la sicura pista per addentrarci nelle sabbie, quindi sgonfiamo i pneumatici.
Si da il via a quella che poi si è presentata come una delle più grandi sfide: il tracciato in linea retta sul confine algerino.

La prima difficoltà è presentata dall’Owed Tjaret, un fiume sotterraneo, che taglia di netto il nostro percorso, la superficie a fasi alterne può presentarsi molto umida e i veicoli rischiano di bloccarsi nella morsa della sabbia bagnata.
Per non correre rischi decidiamo di costeggiare l’owed, cerchiamo il punto migliore per passarlo, raggiungiamo il tratto più stretto, che misura circa 100 metri, proviamo a passare……. una gran rincorsa ed è fatta, raggiungiamo una zona asciutta nel bel mezzo dell’Owed Tjaret.
Proseguiamo impavidi e guadagniamo la sponda opposta, uno dietro l’altro tutti i mezzi attraversano la zona umida e continuiamo il nostro avvicinamento alle grandi dune.

I più comodi corridoi interdunari sembrano chiamarci, ma noi (solo per questo particolare viaggio) sordi alle facilitazioni, ci dirigiamo verso le più grandi catene di dune che si affacciano sull’Algeria.
Qui la natura che poco prima ci aveva concesso di decidere il tracciato diventa Sovrana e Potente, la fatica umana e meccanica è notevole, ma in serata il primo campo a quota 350 ci ripaga dello sforzo.

Sulla sommità di queste dune, anche chi intende il viaggio solo dal punto di vista motoristico, non può non essere toccato dallo scenario che il Deserto gli offre.
In questo particolare punto, ognuno di noi si sente libero, libero di decifrare le immagini, i giochi di luci ed ombre dell’alba e del tramonto,libero di contare le stelle cadenti ma soprattutto libero di ascoltare nel più totale silenzio la Natura.



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Autore:
Claudio - Pagina dell'utente.

"Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare".

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