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IN NORMANDIA E BRETAGNA CON UNA BIMBA (NORMANDIA E BRETAGNA)


09 Settembre

ERITTRET - LE HAVRE - HONEFLEUR - SANT AUBIN SU MER


Come da programma approfittiamo del magnifico sole per arrampicarci (questo è il termine forse giusto) lungo la stradina che conduce al di sopra delle alte falesie, e mi compiaccio di riuscire a farcela portando Federica sulle spalle insieme alla pesante attrezzatura fotografica, la foto sulla vetta più alta spersi nel vento al di sopra dell'oceano, varrà sicuramente ogni nostro sforzo.
Animisticamente ringraziamo lo spirito del vento onnipresente ma mai freddo, di cui siamo in questi giorni ospiti.Ridiscendiamo quasi abbronzati, immortalando due lepri che si rincorrono sulla brughiera, in parte purtroppo rovinata da un vicino campo da golf.

Rigenerati dall'aria così pura ci mettiamo in auto e percorrendo la D 940 arriviamo fino a Le Havre che decidiamo a priori di non visitare. Trattandosi del secondo porto commerciale Francese con le sue ovvie grigie mostruosità industriali tipiche di ogni grossa città portuaria ci limitiamo ad un veloce giro panoramico in auto.
Sempre di mostruosità si tratta, se non altro per il caro pedaggio (5 euro one way) per attraversarlo, il Ponte du Normandie che taglia la Senna, è sicuramente degno di menzione, e ci offre una vista particolarmente inconsueta, consideriamo per tanto il costo del pedaggio come quello di un biglietto per assistere ad uno spettacolo che francamente merita.
Poco dopo eccoci finalmente alla mia ambita romanticissima Honefleur.
La guida e le mie letture non mentivano, la cittadina sembra pacificamente addormentata lungo l'estuario della Senna; risparmiata in parte dai bombardamenti dell'ultima folle guerra mondiale, conserva ancora intatte le antiche case di legno e, soprattutto, la spettacolare (per la sua unicità) chiesa di Sant Chaterine sapientemente costruita dai marinai e dai maestri d'ascia nell'unica maniera che conoscevano, tant'è che risulta essere una barca rovesciata, nella chiglia della quale accoglie i suoi fedeli. Il limpido sole e l'aria piacevolmente tersa ci accompagnano nei nostri giri tra le minuscole botteghe.Curatissimi i negozietti ed i pittoreschi caffè, sui tavolini dei quali mi diverto ad immaginare scrittori e poeti del passato, fissare le loro ispirazioni ed emozioni su logori quadernetti di grezza carta, o pittori allora sconosciuti, strapazzare le loro tele con vivaci colori.
Due sole note negative in tanta bellezza: i parcheggi rari e cari, ed un ovvia estremizzazione turistica del pittoresco luogo.

Autostrada A13 per Caen:
l'adrenalina del viaggiatore anche oggi ha fatto i suoi danni, Federica appare infatti un po' stanca, optiamo quindi per una sosta a il pranzo in una bellissima area di ristoro ben curata e con tanti giochi per bimbi. Dondolando su un'altalena la mia piccola consumerà il suo pasto, mentre io le dedicherò le mie attenzioni fotografiche… quant'è bella!
Caen è abbastanza grande ma soprattutto è importante da un punto di vista storico, basti pensare che qui c'è il castello di Guglielmo il Conquistatore, all'interno del quale è racchiuso il museo Normanno. E proprio nel museo toccheremo purtroppo con mano la proverbiale antipatia di alcuni, e sottolineo ALCUNI, francesi.Dopo averci fatto pagare giustamente l'ingresso alle 17,20 assicurandoci che avrebbero chiuso alle 18,00, alle 17,40 invece, ci precludono l'accesso ad alcune sale invitandoci ad uscire prima, a nulla valgono le nostre proteste. Dagli eventi costretti, ed a malincuore dobbiamo ricorrere alla maleducata e da me condannata furberia italiana che ci consente di rientrare da un'uscita secondaria permettendoci di dare un'occhiata a tutto, e di farci un quadro completo della storia di questi luoghi, che avevamo peraltro già studiato a priori.
Inutile descrivere le facce dei custodi quando ci vedranno riuscire, ma ripeto, non è una cosa di cui vado fiero, anzi sono profondamente convinto che quando si è ospiti l'educazione ed il rispetto delle regole siano indice di civiltà, soltanto che, sarebbe stato più corretto non farci entrare, piuttosto che pretendere che uscissimo dopo dieci minuti e per di più con mezz'ora di anticipo sull'orario di chiusura, le ingiustizie non le sopportiamo!
Stanchi anche oggi dell'intensa giornata, a Sant Aubin troviamo un delizioso alberghetto, dove consumiamo stremati una cena fredda in camera e, se pur già vestiti abbandoniamo alla fine l'idea di uscire. L'unica che la sera sembra essere sempre pronta per la discoteca è la nostra piccola, che prima di addormentarsi, non rinuncia mai alle sue divertenti evoluzioni.Le spiagge dello sbarco ci attendono l'indomani, e così ci accoccoliamo, cullati dalle urla dell'oceano scosso da una forte e piovosa tempesta notturna.




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Autore:
Domenico pansini (zainoescarponi) - < utente non registrato >

"Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare".

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