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IN NORMANDIA E BRETAGNA CON UNA BIMBA (NORMANDIA E BRETAGNA)
16 Settembre
ROUEN- PARIS BEAUVAIS
Oramai alzarci presto è una normalità, facciamo colazione colloquiando in pace con i proprietari mentre Federica gioca con il Lego.
Vorremmo visitare Rouen, ma sappiamo per esperienza che nelle grandi città è meglio non lasciare i bagagli in auto, i nostri ospiti ci guardano meravigliati, e perché? Con vergogna spieghiamo quello che per noi è l'ovvio motivo, si mostrano disponibili a tenerceli, ma ci convincono a ragione che nessuno toccherà nulla.
Lasciamo l'auto in un parcheggio sotterraneo del centro (un po' caro invero).
Un ascensore può portare a vari piani di un palazzo, ma non ho mai visto un ascensore che apre le porte sul passato. Eluse le prime auto che deturpano il paesaggio, ci ritroviamo a passeggiare nelle elegantissime viette piene di curatissimi negozi, ognuno dei quali meriterebbe una foto. La cura dei particolari sembra essere una bandiera, ed alla fine quello che più stona in tanta antichità, è il decantato moderno mausoleo eretto nel posto dove fu presumibilmente arsa viva Giovanna D'arco.
Non sarebbe neanche brutta come costruzione, ma posta di fronte alle belle e caratteristiche case medievali, mi sembra un vero pugno in un occhio, e penso che dopo essere scampata alla barbarie della guerra, la piazza è dovuta soccombere alla barbarie di un egocentrico architetto (parere del tutto personale ovviamente).
Meravigliosa invece l'antica cattedrale con all'interno la statua di Riccardo Cuor di Leone, pochi in verità sanno che all'interno di essa è racchiuso il suo cuore.
Personaggio controverso Riccardo, di sicuro animato da nobili intenti rimase famoso per le sue crociate nel nome delle quali sterminava migliaia di esseri.Assolto spesso dalla storia ufficiale, sembra ora essere rimesso in discussione, e penso che ovviamente la storia la fanno sempre i vittoriosi se non rimane nessun altro a scriverla.
La sua figura comunque mi affascina e gli dedico un po' di scatti.
All'altezza della situazione è ovviamente l'abbazia, mentre merita una laconica visita (possibile solo esternamente al momento), la torre dove venne rinchiusa Giovanna D'Arco, la guardo stando ai suoi piedi, ed il mio pensiero scorre indietro alle brutalità d'altri tempi…..d'altri tempi? Sorge spontanea la domanda.
La brutalità è sempre di moda, cambiano i luoghi ed i metodi ma essa sopravvive a tutto, forse è vero che siamo noi il virus di questo mondo!
Le mie pessimistiche previsioni, sono interrotte dal suono delle campane che ci ricordano che è ora di pranzo, ma soprattutto che è giunta l'ora di avviarci verso casa.
Come spesso accade ci mettiamo più del previsto per tornare all'aeroporto, e subentra una sorta di isteria da fine vacanza o da "chiusura valigia" come in tanti anni di viaggi ho imparato a chiamarla io.
Acquistiamo frettolosamente le ultime cose da Auchan dopo un veloce pasto in una piazzola dell'autostrada, Federica spalleggiata da mia moglie riuscirà a farci portare sull'aereo un carrello in miniatura con tanto di spesa finta che divertirà tutti i passeggeri in attesa di imbarco, tanto da farci fare amicizia con una famiglia di Stoccolma, e dei turisti venezuelani.
Molto meno amichevole si dimostra l'Hostes che nonostante siamo 5 kg al di sotto del limite consentito, asserisce che il mio zaino fotografico (unico bagaglio a mano) pesa un chilo di troppo, risolvo il problema mettendo una macchina al collo, che ovviamente dopo il check in, ricolloco sorridente nel suo alloggio sotto gli occhi divertiti ed ebetiti di tutti.
Siamo ormai in volo, che dire….
Un piccolo pensiero di gratitudine va alla Ryan Air con la promessa di sfruttarla il più possibile.
Tante, tante le cose viste, forse un po' troppo di fretta, magari sarebbe stato meglio fermarsi un po' di più a godere di alcuni posti, ma è andata così!
Un'altra esperienza in più sulle spalle, un altro pezzettino di cuore lasciato in un luogo, ma soprattutto altri momenti rubati alle sempre presenti infide idiozie quotidiane prese spesso troppo sul serio.
Un altro momento vissuto intensamente, altre cose imparate, viste, apprezzate.
Altre porte aperte, ed altre lasciate ancora chiuse, altra strada percorsa, ma se tutto va bene moltissima altra ancora da fare con la piacevole sensazione di impotenza data dal sapere che comunque vada non potremmo ma percorrerla tutta ma, mia figlia, riprenderà da dove io ho lasciato e forse è proprio questo il segreto per continuare ad esistere .
Adesso rimango solo, e già so che apprezzerò per interi mesi questo viaggio, il nostro viaggio, di cui continueremo a godere anche dopo il ritorno.
Dedicato ovviamente a Federica la mia piccola intrepida viaggiatrice.
Domenico Pansini
Autore:
Domenico pansini (zainoescarponi) - < utente non registrato >
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