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BARCELLONA WEEK END IN AMICIZIA (BARCELLONA)
15 Gennaio 2005
Il caffè italiano che immancabilmente ci segue orami da qualche anno nelle nostre borse, è un toccasana anche per le peggiori nottate nei più sperduti posti, figuriamoci che effetto piacevolmente benefico può avere se ci troviamo in un bell’albergo nel centro della gotica Barcellona, con una appetitosa colazione intercontinentale che ci aspetta di sotto (cosa quanto mai rara visti i b&b visitati negli ultimi periodi).
E così che da buoni italiani, trasformiamo la colazione in una sorta di pranzo, cosa che si rileverà poi molto utile in quanto ci permetterà di passare quasi direttamente alla cena della sera consentendoci di dedicare più tempo alle nostre “esplorazioni”.
Nessuno di noi è un grande esperto di arte e, meno che mai di quadri, ma le parole di David un nostro sensibile amico mi ronzavano in testa: “Vai a vedere il museo di Picasso, pur non essendo un esperto capirai molte cose”, voglio credergli e, la mia proposta è accettata all’unisono, tutti in fondo vorremmo rispondere alla stessa domanda che per pudore nessuno pronuncia, ma che vorrebbe cercare di capire come mai un pittore che fa dell’anatomia umana un’autodemolizione, realizzando quadri a dir poco aberranti possa diventare tanto famoso…. Ebbene si! Alla fine del museo tutti e quattro avremo le agognate risposte, felici come bambini a cui sia stato rivelato un prezioso segreto. Per capire il signor donnaiolo Picasso, non basta leggere la sua vita ed analizzare il contesto storico, per capire un quadro di Picasso, bisogna osservare le sue opere dalle origini alla fine, i suoi studi, il suo incaponirsi su un soggetto, le sue sofferenze, le sue fissazioni ed alla fine la sua rielaborazione, il voler rimetter tutto in discussione attraverso il suo punto di vista… e qui mi fermo prima di suscitare le giuste riprovazioni di qualche vero critico professionista ….
Usciamo dal museo con un senso di liberazione, dato a chi ha rischiarato il buio con una tenue fiammella di saggezza e, personalmente, mi sento infinitamente più ricco: ”Nati non foste per viver come bruti… ma per seguir virtute e conoscenza..”. Recitava Il Sommo Poeta.
Ripercorriamo le vie di una Barcellona che ora si sveglia (sono le 11,30 ca), la nostra infallibile guida ci raccomandava di assistere alle 12.30 alla “Sardana” tipica manifestazione spontanea di danza popolare che si tiene ogni domenica di fronte alla cattedrale, nel cuore del Barrì Gòtic.
In effetti lo spettacolo offerto da tante persone in età un po’ avanzata, non è certo un numero di danza acrobatica spettacolare, ma l’aria di aggregazione che si respira è veramente piacevole e mi verrebbe quasi la voglia di gettarmi tra di loro, se non fossi trattenuto dalla mia grande passione per la fotografia e, completamente rapito dall’orchestrina di suonatori alcuni dei quali sopra gli ottanta anni, inizio ad immortalare rispettosamente ogni dettaglio soffermandomi su alcuni strumenti a me sconosciuti.
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zainoescarponi - Pagina dell'utente.
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