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A LONDRA CON BIMBI (LONDRA)



05/02/2005
Solita sveglia alle 6.30.
Oggi anche per rispetto di Federica decidiamo per un ritmo più blando, inoltre a metterci maggiormente di buon umore è uscito un meraviglioso sole che rende la temperatura molto più mite di quella che abbiamo lasciato a Roma.
Abbuffati con la colazione all’inglese, ci rituffiamo nelle gallerie della Subway, riemergendo soltanto per andare a prendere un grazioso trenino che ci condurrà a Greenwich.
La gita ovviamente si rileverà estremamente gradita per nostra figlia, perché a parte il maestoso veliero Cutty Sark che tanto ambivo vedere dai tempi delle medie, c’è un bellissimo parco con scoiattoli e daini liberi ovunque.
Per fortuna la concezione degli inglesi per i parchi e luoghi di divertimento per i bimbi è molto alta, e questo, mentre lei scorrazza sui verdi prati, ci permette di visitare se pur a turni alterni la bellissima cappella, la White House (ebbene si! Questa è l’originale, da cui gli americani hanno copiato, ovviamente ingrandendola la residenza per il loro amato presidente). La mattinata scorre così piacevolmente ed all’ora di pranzo ci rechiamo al Regatta Caffè (proprio dietro al museo marittimo) che consiglio vivamente, perché attrezzatissimo per i bimbi anche piccolissimi, con un menù a buffet dove è possibile mangiare decisamente bene a prezzi abbastanza contenuti, ed infatti è strapieno di famiglie di ogni parte del mondo.
Terminato il pranzo, ci azzardiamo a visitare il marittime museum (ingresso a donazione libera) sperando che Federica si addormenti, invece con nostra grande sorpresa, scopriamo che c’è un’intera ala dedicata ai bimbi, dove imparano i segreti del mare, delle navi e marinai, con giochi interattivi di ogni genere.
Lei ovviamente è ancora troppo piccola, e non li capisce tutti, ma si diverte tantissimo seguendo gli altri bambini, e vederla piangere mentre la portiamo via, è una vera sofferenza.
Fortunatamente appena usciti, si addormenta, e noi possiamo vedere con un po’ di pace il forse più famoso osservatorio del mondo attraversato dall’omonimo meridiano.

Solita foto-ricordo alla giapponese con un sorriso un po’ imbecille stampato sulla faccia (non me ne vogliano gli AMICI giapponesi) stando a cavalcioni sulla linea del meridiano, e poi via per un rapido giro tra il mercatino della cittadina qualche minuto prima di rientrare nella grande metropoli.
Dalla tranquillissima e solare Greenwich trovarsi nei magazzini Harrod’s in pochissimo tempo è un’esperienza unica, unico è anche l’inconveniente di non riuscire praticamente a camminare data l’immensa folla, tanto che per comperare del the dobbiamo praticamente aggrapparci alla cassa per non essere trascinati via dal flusso.. non oso immaginare come possa essere a Natale...! Potenza del consumismo!
Stessa situazione più o meno anche in Piccadilly Circus
dove entriamo nel Trocadero Center, e ci fermiamo nel Rain Forest Caffè con annesso ovvio negozio di giocattoli sul tema della foresta.Cenare qui sarebbe molto carino, ma la lista d’attesa è lunga e,se pur i prezzi non siano altissimi, ci rendiamo conto che Federica è ancora troppo piccola per poter capire appieno l’ambientazione;non troppo piccola però per capire che ci troviamo all’interno di un negozio di giocattoli, e per tanto anche noi ne usciamo con la nostra bella famigliola di animali di plastica selvatici che si vanno ad aggiungere al Teddy Bear comperato il giorno precedente.
Vorremmo cenare in qualche tipico anche fumoso (per una volta) Pub inglese, ed andiamo ovviamente a Soho, ma scopriamo che i bimbi così piccoli non sono ammessi ed i gestori sono inflessibili, così, un po’ delusi, ci giriamo il caratteristico quartiere, con i suoi locali a luci rosse, per poi sfociare senza quasi accorgercene a China Town, accecati dalle sue allegre luci, colori e festoni, e con i suoi immancabili odori che sono identici penso in tutte le China Town che abbiamo avuto la fortuna di vedere nel mondo.
Torniamo quindi al solito Burgher King salvatore delle nostre finanze e nemico del nostro fegato, acquistiamo del latte fresco in un vicino market per Federica , solita metro, solite scale, e al solito distrutti rientriamo alla base. Pappa per la piccola, doccia per tutti e ninna.
Piccola chicca della giornata: affaticato dalle numerosissime scale, su quelle di Burgher King mi sono esibito in un triplo avvitamento carpiato, facendo un volo a mezz’aria con tutto il passeggino, e mi sono ritrovato ai piedi della rampa in ginocchio con Federica che non si è praticamente accorta di nulla essendo fortunatamente legata.Rossore in faccia dopo lo spavento e via di corsa a smaltire la figuraccia appena fatta in “mondovisione” a Piccadilly Circus mentre alle mie spalle mezza Londra dopo un primo attimo di silenzio esplodeva a ridere!



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zainoescarponi - Pagina dell'utente.

"Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare".

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