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A LONDRA CON BIMBI (LONDRA)



Passeggino, scale … ancora scale, ed in un attimo siamo in una delle più conosciute piazze del mondo, con le sue luci e le sue risplendenti pubblicità al neon che si stagliano contro il blu della notte, dandoci il primo vero caotico benvenuto in questa meravigliosa e strana città.
Lascio alle guide il simpatico compito di fornire spiegazioni sulla storia di questa piazza e sul suo nome, probabilmente legato al “mestiere” più antico del mondo praticato qui in epoche remote da “donnine allegre”; a me il posto se pur più in piccolo ricorda tanto New York.
Nel culmine dell’ora di punta, percorriamo così per un primo assaggio tutta Regent Street fino ad Oxford Street piene dei più famosi negozi, ed affollatissime di frettolosi passanti che si catapultano nelle varie stazioni delle subway tanto da non riuscire quasi a camminare!
Mangiamo al volo qualcosa da Burghy che come sempre ci sembra meglio (o meno peggio) di Mc Donald’s, ed essendo veramente stanchi, alle 8.30pm siamo in stanza. Iniziamo a preparare con il nostro immancabile mini fornello elettrico la pappa per Federica, mentre lei gioca con il suo nuovo Teddy Bear originale comperato nel negozio omonimo, alla fine mangerà tutto d’appetito contentissima di aver preso in un solo giorno l’aeroplano il treno ed il bus.
Doccia ed a ninna presto perchè domani si TROTTA!
04-02-2005
Nottataccia anche questa, ovviamente insonne, preso tutto il tempo a calci in faccia da mia figlia che probabilmente sognava di correre per Hyde Park.
Sveglia alle 6.30, caffè per noi, biberon, ci si veste scontrandoci nella piccola stanza e si va a fare colazione nel seminterrato del nostro hotel/b&b, anche questo deludente come ambiente ma, tutto sommato, bacon fagioli uova e salsiccia mi mettono sempre di buon umore, a Laura un po’ meno, ma comunque si parte.
Prima tappa servendoci ovviamente della metro all’Horse Guard per il consueto cambio della guardia fissato per le 11.00am, delle guardie a cavallo della regina, da non confondersi con quello di Buckingham Palace.
In realtà se non forse per l’unicità delle appariscenti divise, non ci sembra niente di particolarmente spettacolare, ma è comunque caratteristico e molto formale all’inglese insomma.Trovandoci inoltre proprio sulla White Hall, mentre aspettiamo la parata, diamo uno sguardo ai vari numerosi palazzi dei ministeri, e soprattutto al blindatissimo n.° 10 di downing street; mi viene da sorridere pensando che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere una normalissima porta vigilata da un Bobby disarmato, dove ci si aspetta che bussando, venga quasi ad aprirci il primo ministro in persona, quando nella realtà è impossibile accedere anche soltanto nella strada rigorosamente transennata, e con un numero indefinibile di poliziotti in assetto da guerra, tanto da rendere la stessa porta praticamente invisibile.
Potere della televisione!

Per fortuna il caratteristico dolce e rilassante suono del Big Ben che troneggia alle nostre spalle ci riporta nel nostro mondo di fiabe e camminando ancora un po’, arriviamo fino a Trafalgar Square, dove sotto la statua del mio amato Horatio Nelson, è in atto una singolare cerimonia commemorativa in onore di un certo Joyce, ma non crediamo si tratti dell’omonimo scrittore irlandese.
Giro di rito per un po’ di foto, e poi via indietro verso il palazzo del parlamento con stop, e relativa fila per impressionare la pellicola con l’immagine in una classica cabina telefonica rossa, oramai sempre più rare a trovarsi. Accurato giro del palazzo illuminati dalle preziose spiegazioni della nostra guida (tascabile), e poi come gli altri ci mettiamo in un’ordinata fila per entrare ed assistere ad una seduta.
E’ fantastico osservare come ci guardano tutti, non tanto per noi quanto per il passeggino (e poi capiremo il perché).
I bobbies sono invece gentilissimi, e pur sottoponendoci ad un rigidissimo controllo, ci fanno poi prendere un ascensore
riservato ai parlamentari, evitandoci numerosissime anguste scale, ma soprattutto una enorme coda; e come per miraggio, ci ritroviamo catapultati all’interno della Camera dei Comuni.
Assistere ad un dibattito in pieno atto è un’emozione fortissima, l’unica raccomandazione che ci viene richiesta è quella di allontanarci immediatamente qualora Federica dovesse decidere di dire la sua, ma lei sembra capisca ed adeguandosi all’ambiente, inizia a parlare sommessamente , ed anzi, non contenta, in perfetto english style, inizia a salutare tutti i vicini dicendo:”Hello!” cosa che ripeterà poi all’infinito anche nei giorni successivi ogni qualvolta prenderemo la metro facendoci morire dal ridere.
Usciti dal parlamento circumnavighiamo la limitrofa Westmister Abbey, limitandoci però ad ammirarla esternamente, anche a causa di un piccolo scoppio di nervosismo credo abbastanza comprensibile dovendo girare con una slitta carica di roba al seguito, dove però sono io a fare la parte di Zanna Bianca (tanto per citare il grande Jack, guarda caso London).
Diverse scalinate della metro dopo, arriviamo alla mitica Torre di Londra suggestiva per la sua travagliata storia e, di conseguenza, per quella dei vari fantasmi che la popolerebbero, e che insieme ai simpatici folcloristici Beef, farebbero la guardia ai gioielli della regina, qui gelosamente custoditi.
Qualche foto con il London Bridge in lontananza, avvolto già nelle luci del tramonto,e via verso le ultime innovazioni del millennio, tra cui ovviamente il London Eye (la grande ruota panoramica) che tuttosommato non stona poi così tanto tra il Big Ben ed il Tamigi.
Questo apparente stridore tra nuovo e antico, ci ricorda anzi che questa è una città se pur attaccata alle sue tradizioni, incredibilmente aperta alle innovazioni, dove convive ancora la monarchia con i suoi splendidi palazzi ed i dispendiosi fasti di Buckingham Palace, accoppiata a futuristiche zone, dove imperano i magnati della borsa sotto l’ombra dell’imponente Millennium Bridge, attraversato il quale ci rituffiamo nel passato, portandoci verso il Globe theatre, rifacimento fedele del teatro di Shakespeare .
Nell’edificio completamente di legno e con il tetto fatto di canne, il pubblico (al massimo mille posti) può sedere anche per terra ascoltando gli attori che, assolutamente senza microfoni si aggirano spesso anche tra la gente.
E mi viene da sorridere pensando che per poter entrare ai tempi del grande William, bisognava portarsi dietro un’ arancia munita di chiodi di garofano, al solo fine di rendere più sopportabile il puzzo di tante persone ammassate, in un epoca in cui l’igiene personale era un lusso per pochi.
Tutto questo praticamente dietro la meravigliosa Tate Modern Gallery, vero caveau di opere d’arte, ma ci arriviamo talmente stanchi ed affamati, da riuscire a darle a malapena un’occhiata e, dopo aver mangiato discretamente male in un fish and cheeps consigliatoci da un amico, ci trasciniamo in stanza dove cuciniamo una pastina per Federica che ci fa quasi invidia. E così per metà rifocillati ci addormentiamo entrambi mentre Federica che non ne vuol sapere di dormire continua a saltarmi addosso gridando:”Aeroplano…aeroplano…autobus granne granne tutto blu!” Perché poi blu proprio qui a Londra, rimarrà un mistero insoluto…..



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zainoescarponi - Pagina dell'utente.

"Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare".

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